Digressione

Ovunque andassi vedevo che l’ombra pervasiva, l’oscurità che tutto muove si serve del nostro mondo. Perché quest’ombra, questa oscurità non possiede nulla, non esiste in alcun modo se non come forza o energia attivatrice, al contrario di noi che abbiamo il nostro corpo, che siamo soltanto il nostro corpo, organico o inorganico, umano o non umano, non fa differenza: è semplicemente un corpo e nient’altro che un corpo, senza alcuna traccia di mente o anima tra le sue componenti. Pertanto l’ombra, l’oscurità si serve del nostro mondo per prosperare. Non possiede altro che la propria energia attivatrice, mentre noi non siamo nient’altro che corpo. […] Questo è esattamente ciò che ho sperimentato in ospedale rendendomi conto, grazie alla sofferenza gastrointestinale, che non possedevo mente o immaginazione, anima o io: che essi erano intermediari insensati ed effimeri inventati per proteggere noi esseri umani dalla consapevolezza di ciò che siamo davvero: nient’altro che un assortimento di corpi attivati dall’ombra, dall’oscurità.

Thomas Ligotti, Teatro grottesco

Digressione

Sagome andavano e venivano davanti alle finestre, vestite in tutti i modi. Si stavano accingendo a rientrare in casa per prepararsi all’insignificante monotonia del domani. Uno su centomila avrebbe potuto sottrarsi alla condanna generale; in quanto agli altri, sarebbe stato un atto di misericordia se qualcuno fosse venuto nella notte a tagliar loro la gola mentre dormivano.

Henry Miller, Sexus

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Mattinata splendida, divina, al Luxembourg. Vedevo la gente andare su e giù e mi dicevo che noi viventi (viventi!) siamo qui solo per sfiorare la superficie terrestre per un po’. Invece di guardare la faccia dei passanti, guardavo i loro piedi, e tutti quegli esseri umani per me non erano altro che passi, passi che andavano in tutte le direzioni, danza disordinata sulla quale sarebbe vano soffermarsi…

Emil Cioran, Quaderni 1957-1972

Digressione

L’argomento corrente della tolleranza, per cui tutti gli uomini, tutte le razze sarebbero uguali, è un boomerang, in quanto si presta alla facile confutazione dei sensi; e anche la dimostrazione antropologica più rigorosa che gli ebrei non sono una razza, non cambia nulla al fatto che, nel caso di un pogrom, i totalitari sanno benissimo chi vogliono uccidere e chi no. […] La politica […] non dovrebbe propagare l’astratta eguaglianza degli uomini. Dovrebbe, invece, richiamare l’attenzione sulla cattiva eguaglianza di oggi, […] e concepire uno stato di cose migliore come quello in cui si potrà essere diversi senza paura. Quando si attesta al negro che è perfettamente identico al bianco, mentre di fatto non lo è, gli si fa, in segreto, ancora una volta torto. Lo si umilia amichevolmente confrontandolo a un criterio rispetto al quale, sotto la pressione del sistema, si rivelerà necessariamente inferiore […]. Il melting pot era un’istituzione del capitalismo industriale scatenato. L’idea di finirci dentro evoca il martirio, e non la democrazia.

Theodor W. Adorno, Minima moralia

Digressione

Foetus Interruptus, Thaw, 1988

Le cupe, tragiche, incalzanti “sinfonie” di Thirlwell si situano al confine fra musica rock ed altri generi. La sua opera è pura tensione di suoni: intensità psicotiche, debordanti, allucinate, un’enfasi catastrofica – non eroica, non sublime – infernale. In Thaw alcune delle migliori partiture “concrete” per orchestra ed elettronica, nelle quali continua a maturare l’idea di un pentagramma come accumulo disordinato di eventi sonori estremamente emozionanti, senza alcun bisogno di ouverture, “ponti”, ritornelli, o altro; senza bisogno di “atmosfera”, in quanto il brano è l’atmosfera. L’abilità nell’abusare dei generi trapela dall’hip hop di English Faggot, propulso dalla solita dinamite di rhythm-box, allo swing di Dipsomaniac Kiss, con dissonanze in tutte le parti strumentali, dal raga lisergico di Chingada, scosso da urla omicida e da accordi assordanti di pianoforte, alla lugubre ed epica A Prayer for my Death (ennesimo crescendo traboccante poliritmi e rumori periferici, con un riff metal in evidenza). In questo senso Jim Thirwell è il primo compositore classico dell’era punk.