Digressione

C’è stata dall’inizio del XIX secolo una serie di istituzioni […] in cui gli individui erano fissati tanto a un apparato di produzione, a una macchina, a un mestiere, a un laboratorio, a un’officina, quanto a un apparato scolastico, a un apparato punitivo, correttivo o sanitario. Erano legati a quest’apparato, costretti a obbedire a un certo numero di regole di vita, che inquadravano tutta la loro esistenza […]. Ospedali, asili, orfanotrofi, collegi, riformatori, officine, laboratori con la loro disciplina, e infine prigioni, tutto questo fa parte di una specie di grande forma sociale di potere che è stata strutturata all’inizio del XIX secolo e che senza dubbio è stata una delle condizioni di funzionamento della società industriale, o, se vuole, capitalistica. Perché l’uomo trasformi il suo corpo, la sua esistenza e il suo tempo in forza lavoro e la metta a disposizione dell’apparato di produzione che il capitalismo cercava di far funzionare, è stato necessario tutto un apparato di costrizioni; e mi sembra che queste costrizioni, che s’impadroniscono dell’uomo sin dall’asilo d’infanzia e della scuola, e lo conducono fino all’ospizio dei vecchi, […] derivino da una stesso sistema di potere. [Ora] nella maggior parte degli altri campi queste istituzioni si sono addolcite, ma la loro funzione è rimasta la stessa. La gente oggi non è più inquadrata dalla miseria, ma dal consumo. Come nel XIX secolo, ma in altro modo, è sempre presa in un sistema di credito che la obbliga (se ci si è comprata una cosa, dei mobili…) a lavorare per tutta la giornata, a fare delle ore supplementari, a rimanere sotto pressione. […] La gente oggi non è più inquadrata dalla miseria, ma dal consumo.

Michel Foucault, Archivio Foucault 1971-1977

Digressione

Ovunque andassi vedevo che l’ombra pervasiva, l’oscurità che tutto muove si serve del nostro mondo. Perché quest’ombra, questa oscurità non possiede nulla, non esiste in alcun modo se non come forza o energia attivatrice, al contrario di noi che abbiamo il nostro corpo, che siamo soltanto il nostro corpo, organico o inorganico, umano o non umano, non fa differenza: è semplicemente un corpo e nient’altro che un corpo, senza alcuna traccia di mente o anima tra le sue componenti. Pertanto l’ombra, l’oscurità si serve del nostro mondo per prosperare. Non possiede altro che la propria energia attivatrice, mentre noi non siamo nient’altro che corpo. […] Questo è esattamente ciò che ho sperimentato in ospedale rendendomi conto, grazie alla sofferenza gastrointestinale, che non possedevo mente o immaginazione, anima o io: che essi erano intermediari insensati ed effimeri inventati per proteggere noi esseri umani dalla consapevolezza di ciò che siamo davvero: nient’altro che un assortimento di corpi attivati dall’ombra, dall’oscurità.

Thomas Ligotti, Teatro grottesco

Digressione

Sagome andavano e venivano davanti alle finestre, vestite in tutti i modi. Si stavano accingendo a rientrare in casa per prepararsi all’insignificante monotonia del domani. Uno su centomila avrebbe potuto sottrarsi alla condanna generale; in quanto agli altri, sarebbe stato un atto di misericordia se qualcuno fosse venuto nella notte a tagliar loro la gola mentre dormivano.

Henry Miller, Sexus

Video

Mattinata splendida, divina, al Luxembourg. Vedevo la gente andare su e giù e mi dicevo che noi viventi (viventi!) siamo qui solo per sfiorare la superficie terrestre per un po’. Invece di guardare la faccia dei passanti, guardavo i loro piedi, e tutti quegli esseri umani per me non erano altro che passi, passi che andavano in tutte le direzioni, danza disordinata sulla quale sarebbe vano soffermarsi…

Emil Cioran, Quaderni 1957-1972