Devo, “Mongoloid”, Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!

I Devo impersonano la sotto-sotto-cultura e quello stile-non stile che segnò a fuoco la stagione post-punk. Centrale è il concetto di de-voluzione, rovescio dell’evoluzione darwiniana. La specie umana sta mutando per adattarsi all’ambiente tecnologico; de-voluzione è così la perdita delle emozioni, l’affermarsi d’una mediocrità uniforme in cui l’individuo è soltanto cifra, la progressiva cieca fiducia nella macchina. I Devo si ergono a menestrelli di questa disumanità. Il loro linguaggio procede a scatti, scandito da balbettii mongoloidi, tic nervosi, spasimi subnormali. La stupidità puerile, che sintetizza la mentalità del devoluto, è stravolta da singulti programmati e vibrazioni elettroniche. Il tono tragicomico sottende un senso di malinconia e solitudine, subdolamente celiato nel grondare di riff parodistici e slogan mutanti.

  • “Devo”, Piero Scaruffi
  • “Q: Are We Not Men? A: We Are Devo!”, Stefano Quario
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