Pier Paolo Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma

Mi capita di pensare a Pasolini. […] Penso alla sua grandezza di antipoeta, di bestemmiatore di fede e speranza, di corruttore. Al suo autolesionismo, che non è masochismo ma autodistruzione. Le nostre brave sinistre non hanno mai voluto accettarlo in questa dimensione, eppure basta sbirciare Salò. Moravia lo diceva: il poeta è cattivo. I poeti devono essere cattivissimi.

Carmelo Bene, “Il mio testamento dalla tomba del teatro”, Panta Bene

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