«Il più grande incantatore (scrive memorabilmente Novalis) sarebbe quello che s’incantasse al punto di prendere le sue stesse fantasmagorie per apparizioni autonome. Non sarebbe codesto il nostro caso?» Io credo che sia così. Noi (l’insidiosa divinità che opera in noi) abbiamo sognato il mondo. L’abbiamo sognato resistente, misterioso, visibile, onnipresente nello spazio e fisso nel tempo; ma abbiamo consentito nella sua architettura tenui ed eterni interstizi di assurdo per sapere che è falso.

Jorge Luis Borges, “Metamorfosi della tartaruga”, Altre inquisizioni