lovecraftyoungLe cose organiche che infestano questa cloaca non si potrebbe definirle umane nemmeno torturandosi l’immaginazione. Erano mostruosi e nebulosi abbozzi di pitecantropo e ameba, vagamente plasmati in qualche limo fetido e viscoso prodotto dalla corruzione della terra, che strisciavano e trasudavano sulle e dalle strade lerce, che entravano e uscivano da finestre e porte con movenze da vermi o da vergogne sortite dalle profondità del mare. Queste cose – ovvero la sostanza degenerata in fermentazione gelatinosa di cui erano composte – sembravano essudare, filtrare e colare attraverso le crepe purulente di quelle case orribili, la cui vista mi faceva pensare a schiere di vasche ciclopiche e malsane, piene fino al colmo di ignominie cancrenose pronte a traboccare per soffocare l’intero mondo in un cataclisma lebbroso di putrescenze semiliquide. Da questo incubo infetto non sono riuscito a trattenere il ricordo di alcun volto vivente. Il grottesco individuale si perdeva in quella devastazione collettiva, lasciando sulla retina solo i labili e fantomatici lineamenti dell’anima morbosa della disintegrazione e della decadenza… una ghignante maschera gialla cui dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, sieri acidi e viscosi grondavano producendo un raccapricciante crepitio di ulcere esplose…

H.P. Lovecraft, da una Lettera a Belknap Long su di una visita nel Lower East Side

Ogni grande passione, che sia d’amore o di odio, finisce per generare un’opera autentica. Può essere spiacevole, ma non lo si può negare: la posizione di Lovecraft è più sul versante dell’odio che su quello dell’amore; dell’odio e della paura. L’universo, da lui intellettualmente visto come indifferente, diventa esteticamente ostile. La sua stessa esistenza, che probabilmente avrebbe potuto essere una successione di banali delusioni, diventa un’operazione chirurgica, e una celebrazione rovesciata. L’opera della maturità è rimasta fedele alla prostrazione fisica della gioventù, trasfigurandola. E’ lì il segreto profondo del genio di Lovecraft, e la sorgente pura della sua poesia: è riuscito a trasformare il proprio disgusto per la vita in una ostilità attiva. Offrire un’alternativa alla vita in tutte le sue forme, costituire un’opposizione permanente, un permanente rimedio alla vita: questa è la missione più alta del poeta. Questa missione H.P. Lovecraft l’ha compiuta.

Michel Houellebecq, H.P. Lovecraft – Contro il mondo, contro la vita

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