Ovunque andassi vedevo che l’ombra pervasiva, l’oscurità che tutto muove si serve del nostro mondo. Perché quest’ombra, questa oscurità non possiede nulla, non esiste in alcun modo se non come forza o energia attivatrice, al contrario di noi che abbiamo il nostro corpo, che siamo soltanto il nostro corpo, organico o inorganico, umano o non umano, non fa differenza: è semplicemente un corpo e nient’altro che un corpo, senza alcuna traccia di mente o anima tra le sue componenti. Pertanto l’ombra, l’oscurità si serve del nostro mondo per prosperare. Non possiede altro che la propria energia attivatrice, mentre noi non siamo nient’altro che corpo. […] Questo è esattamente ciò che ho sperimentato in ospedale rendendomi conto, grazie alla sofferenza gastrointestinale, che non possedevo mente o immaginazione, anima o io: che essi erano intermediari insensati ed effimeri inventati per proteggere noi esseri umani dalla consapevolezza di ciò che siamo davvero: nient’altro che un assortimento di corpi attivati dall’ombra, dall’oscurità.

Thomas Ligotti, Teatro grottesco

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